mercoledì, novembre 05, 2008

NYC (1) hopes for a new world


Alle 10.55 un boato si innalza dalle strade di New York. Lo sentono anche gli otto gargoild del Chrysler Building a trecento mentri d’altezza. I newyorkesi gioiscono di fronte ai telvisori nei pubs o nelle piazze dove sono stati piazzati i grandi schermi, quando i vito determinati di Pennsylvenia e Ohio e poco dopo la valanga di voti della California assicurano a Barack un decisivo vantaggio sul rivale repubblicano McCain. New York la cittá dove Barack ha vinto con più del 70% delle preferenze, è in festa. A Times Quare dicono di essere quasi un milione, si abbracciano senza conoscersi. Molti arrivano con costumi pronti per la festa, come se Halloween non fosse ancora finto. I cartelloni pubblicitari a led luminosi cambiano volto: “Rand Rover congratulates the President Obama”. A Harlem, quartire multiculturare più vivace, dove anche Clinton ha trasferito il suo studio dopo la fine del suo mandato, la gioia si trasforma in euforico orgoglio nero e prende forma in creativitá artistica. Il popolo di Obama si ritrova sulla 125° strada, poco lontano dalla Columbia University, dove è stato allestito un megaschermo, e la occupa tutta. La polizia faticherá fino alle 2 di notte per ristabilire la viabilitá.

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