
Nello scorso maggio Papa Joseph Ratzinger in visita a Berkenau ricordò come il popolo tedesco fosse avesse compiuto certe bestialità perchè guidato da un branco di pazzi. Un giudizio alquanto clemente che sollevò non poche critiche. Ma non ci curiam di lor.
Dopo anni di sconcerto, di lutto, di pudore e di vergogna il primo Salomone dell'età postnorimberghiana fu Gunter Grass il quale non solo condannò i Führer ma anche i deboli Mitlaufer e encomiò i pochi che presero che si opposero. Così con un senso di colpa sono vissute due generazioni di tedeschi: in germania palare di ebrei di nazismo, di razzismo in una occasione poco formale è un tabù. Fischiettare l'inno nazionale e mostrare la bandiera nera rosso oro un atto alquanto sospetto. Invitare un tedesco a fare un film sui campi di concentramento un affronto alla famiglia, una bestemmia.
Solo oggi con l'arrivo della Germania ai quarti di finale del WM, i tedeschi abbandonano il loro senso di colpa, si riversano per la strade con la faccia dipinta e la maglia bianca e nera e riscoprono la felicità di sentirsi uniti sotto una bandiera. I mondiali del 2006 sono la definitiva espiazione dei peccati della vecchia Germania.






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